Co-sviluppo: Migrazioni e Cooperazione internazionale

a cura di: Francesco Marini (Dipartimento di Sociologia- Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano)

Scheda in continua elaborazione ed aggiornamento.

Significato, potenzialità e criticità

Co-development: dal sito wikipedia.

"Trasnazionalismo e co-sviluppo: "aria fritta" o concetti utili? Riflessione a partire dall'esperienza di ricerca del CeSPI" di Ferruccio PASTORE (discussion paper nell'ambito del progetto Development & Migration circuits), 2006. L'impatto positivo della migrazione può essere incrementato se i migranti sono coinvolti attivamente come agenti di sviluppo della propria realtà di provenienza. Gli ostacoli principali che si frappongono al co-sviluppo sono costituiti dalla tentazione dell'assimilazione, dalla sfiducia verso i contesti di origine e dalla diffidenza verso i poteri costituiti (tratto da: www.cespi.it).

"Co-development: a myth or a workable policy approach?" di Jonathan CHALOFF, 2006. Il paper si propone di fare chiarezza sul concetto di co-sviluppo cercando di capire come, al di là delle affermazioni teoriche, i principi che lo sostengono possano essere concretamente attuati nella politica (tratto da: www.cespi.it)

"Migrazioni e sviluppo: la politica europea", di Raffaele CASO, ISPI Policy Brief n. 58 Luglio 2007. L'articolo evidenzia come la consapevolezza dell'apporto della migrazione allo sviluppo, sia al Nord quanto al Sud, abbia comportato una inversione di tendenza nella politica europea: si è passati dal "root causes approach" ad una visione che vede la migrazione una modalità per il conseguimento dello sviluppo umano. Il legame migrazione-sviluppo deve essere implementato attraverso la valorizzazione della migrazione circolare e dei flussi di rimesse.

"Learning by doing: il transnazionalismo dei migranti per lo sviluppo locale nel programma MIDA Itala/Ghana-Senegal" di Andrea STOCCHIERO, CeSPI Working Paper 48/2008/IT. Ricerca, a cinque anni dal lancio, del programma MIDA lanciato da OIM. La ricerca parte dalle seguenti domande: i diversi profili dei migranti e le diverse modalità di integrazione come influenzano la loro capacità di sostenere lo sviluppo locale nei paesi di origine? Quali sono le tipologie di associazioni dei migranti più impegnate per lo sviluppo locale? Quali sono i limiti e i punti di forza dei migranti leader e delle istituzioni locali “qui e là”? Quali sono gli impatti delle attività di sviluppo locale “là” e gli effetti di retroazione “qui”?

"Strumenti metodologici per la ricerca sugli effetti delle migrazioni internazionali nei paesi di origine" di Eleonora CASTAGNONE, Petra MEZZETTI e Anna FERRO, CeSPI Working Paper 42/2008. Lo studio offre una rassegna degli strumenti metodologici adottati per rilevare gli effetti delle migrazioni internazionali nel paese d’origine – in particolar modo di quelle migrazioni che per la frequente e consistente natura dei contatti, delle relazioni e delle comunicazioni tra paese di destinazione e d’origine sono definite “transnazionali”.

"MigraCtion" Programma di ricerca e riflessione sulle migrazioni internazionali, le politiche migratorie e di cooperazione allo sviluppo. Realizzato da CeSPI con il sotegno della Compagnia San Paolo e del Ministero affari esteri tra il 2001 e il 2006.

"Sei personaggi in cerca d'autore. Il co-sviluppo in Italia: pratiche senza politica" di Andrea STOCCHIERO, CeSPI Working Paper 60/2009. L'autore propone un'istantanea del co-sviluppo nel contesto italiano, vengono descritti gli attori e le diverse tipologie di azione. Ne risulta un quadro frammentato e caratteizzato da una politica miope in materia.

"Principio di fraternità e ruolo dei migranti nello sviluppo", Tesi di Laurea magistrale di Francesco MARINI, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano - Facoltà di Scienze Politiche, Relatore Prof. Roberto ZOBOLI, Anno accademico 2006-2007. La tesi ripercorre la genesi del principio di fraternità che si basa sull'instaurazione della reciprocità all'interno della società. Alla luce di tale principio viene problematizzato il concentto di co-sviluppo come modalità di integrazione e valorizzazione dei migranti nel contesto italiano. Viene inoltre analizzato un caso di studio relativo al Tavolo Migranti e Cooperazione del Friuli Venezia Giulia.

Documenti ufficiali e iniziative internazionali

Strengthening the Global Approach to Migration: Incresing Coordination, Coherence and Synergies, comunicazione della Commissione Europea COM (2008) 611/3 definitivo.

Africa - EU partnership on Migration, Mobility and Employment, azioni prioritarie adottate dalla conferenza ministeriale su migrazioni e sviluppo tenutasi a Tripoli nel 2006.

High-Level Dialogue on International Migration and Development, Assembela generale delle Nazioni Unite, New York 14-15 settembre 2006, collegamento al sito ufficiale.

Risoluzione dell'Assemblea Generale dell'Onu A/RES/61/208 sulle su Migrazioni internazionali e Sviluppo, New York 20 Dicembre 2006.

Contributo alla posizione dell’Unione europea per il dialogo ad alto livello delle Nazioni Unite sulla migrazione internazionale e lo sviluppo, Commissione delle comunità europee, Bruxelles, 14.7.2006, COM (2006) 409 definitivo. Comunicazione della Commissione al Consiglio

International migration and development, Report of the Secretary-General, United Nations General Assembly, 18 May 2006, A/60/871

Global Migration Group: sito del gruppo di lavoro composto dalle dirigenze delle principlali agenzie internazionali al fine di coordinare e di incentivare l'applicazione delle norme e degli strumenti inerenti la migrazione internazionale.

Migration and development: Some concrete orientations, Comunicazione della Commissione Europea COM (2005) 390 final.

Migration in an interconnected world: New directions for action. Report of the Global Commission on International Migration (GCIM), October 2005

Co-sviluppo e cooperazione decentrata

"Migranti e città: un patto per il co-sviluppo" a cura di Andrea STOCCHIERO (background paper per il Comune di Milano in occasione della Conferenza Internazionale "L'Africa a Milano. Migrazioni e Sviluppo", Milano 4-6 novembre 2004). Il paper mette in evidenza come il transnazionalismo dei migranti stia alla base dei nuovi rapporti trans-locali tra le città. La capacità di includere e valorizzare le competenza dei migranti all'interno del contesto urbano si rivela fondamantale per lo sviluppo di entrambe le sponde del processo migratorio. Il paper contiene inoltre un repertorio nazionale dei progetti di migrazione e sviluppo attuati a livello locale (tratto da: www.cespi.it).

"La cooperazione decentrata dei Comuni metropolitani" di Andrea STOCCHIERO, Raffaella COLETTI e Petra MEZZETTI (CESPI Working Paper 20/2005). Dopo una introduzione generale sul contributo strategico che le grandi realtà urbane possono apportare alla cooperazione internazionale allo sviluppo, vengono analizzate le linee strategiche della cooperazione decentrata delle più grandi città italiane. In questi contesti l'approccio territoriale che coinvolge nel processo tutti gli stakeholders dell'ambiente cittadino si rivela di fondamentale importanza per l'esito dei progetti di cooperazione (tratto da www.cespi.it).

"Immigrazione, cooperazione decentrata e sviluppo locale: un progetto pilota presso il Comune di Verona", Tesi di laurea di Matteo ADAMOLI, Università degli Studi di Padova, Corso di Laurea in Cooperazione allo Sviluppo, Relatore Prof. Pierpaolo FAGGI, Anno Accademico 2005-2006.

"Il ruolo degli enti sub-nazionali tra integrazione e co-sviluppo" di Ferruccio PASTORE (Relazione alla Conferenza su "Parteneriato interregionale e politiche migratorie" Bari 23-24 ottobre 2003) . L'intervento evidenzia come il conseguimento dello sviluppo non comporti la fine della migrazione e come il coinvolgimento attivo dei migranti sia sempre più riconosciuto come strategia di crescita (tratto da www.cespi.it).

"Proposte per uno strategy paperdella cooperazione italianasu migrazioni e sviluppo" di Andrea STOCCHIERO, CeSPI Working Paper 33/2007. Il paper sostiene la necessità della valorizzazione della migrazione per lo sviluppo dei paesi di origine; per questo la politica di cooperazione allo sviluppo dovrebbe consentire e promuovere l’accesso dei migranti al dialogo sulla programmazione e sulle azioni di cooperazione da realizzare.

"Welfare transnazionale. Un ambito strategico di intervento per la cooperazione decentrata?" di Ferruccio PASTORE e Flavia PIPERNO (discussion paper nell'ambito del progetto Development & Migration circuits) febbraio 2006. Viene presentato il concetto, innovativo e ancora poco esplorato, di welfare trasnazionale utile per capire le dinamiche sociali internazionali e le scelte a livello locale che permettono congiuntamente di realizzare il co-sviluppo attraverso una adeguata strategia di cooperazione decentrata (tratto da www.cespi.it).

"Un testo a più voci e più entrate" di Vanna IANNI, 2003. Introduzione all'omonimo testo pubblicato dall'ANCI: la cooperazione decentrata viene descritta come approccio legato ad una visione multidimensionale dello sviluppo inteso come co-sviluppo.

"La messa in opera della cooperazione decentrata: spazi e strutture per una partecipazione multiattoriale. L'esperienza delle Autonomie locali italiane" di Vanna IANNI, in Verso una nuova visione dell’aiuto, Pomezia, ANCI-MAE/DGCS, 2004. L'articolo si propone di inquadrare brevemente le principali linee attraverso le quali si è sviluppata la cooperazione decentrata italiana.

"I nodi della cooperazione decentrata in Italia" di Andrea STOCCHIERO, CeSPI Working Paper 37/2007. Secondo l'autore le questioni nodali in questione sono: il nodo delle motivazioni e dei fattori evolutivi, la questione dei rapporti multi-livello e del sistema Itali, il collegato problema del coordinamento, e infine la concretizzazione effettiva dei valori aggiunti con particolare riferimento alla mobilitazione delle capacità e delle risorse delle amministrazioni e dei territori.

Bibliografia sulla Cooperazione decentrata, di Vanna IANNI.

Studi su realtà specifiche

"Rafforzamento del capitale sociale nell'ambito del fenomeno migratorio senegalese", Progetto di ricerca COOPI-CeSPI con il sostegno della Comissione Europea, 2006. Il progetto si è concentrato nel vedere come il capitale sociale dei migranti possa essere considerato e valorizzato come fattore di co-sviluppo; vengono prese in considerazione alcuni contesti specifici: Torino, Brescia, Bergamo, Milano (tratto da www.cespi.it).

"Iniziative di partenariato per il co-sviluppo. La diaspora senegalese e la ricerca-azione di CeSPI-OIM" a cura di Sebastiano CESCHI e Andrea STOCCHIERO (Strategy Paper Progetto MIDA Ghana-Senegal), 2006 (tratto da www.cespi.it)

Associazioni di migranti senegalesi: nuovi attori per lo sviluppo - I bisogni formativi delle associazioni senegalesi in Italia alla luce di alcune esperienze di capacity-bulding europee a confronto a cura di Petra MEZZETTI, Federica ROGATIN e Monica RUSSO; CeSPI Working Paper 10/2009. Il paper, elaborato nell’ambito dell’iniziativa Fondazioni4Africa, esamina il capacity building come mezzo di coinvolgimento delle diaspore nei processi di cooperazione allo sviluppo. Viene proposta dapprima una analisi dei fabbisogni formativi del mondo associazionistico migrante in alcune regioni italiane, mentre nella seconda parte vengono analizzate alcune esperienze di capacity building nell’ambito di azioni di co-sviluppo in Francia, Olanda e Spagna.

Progetto Fondazioni4Africa Senegal: Executive summeries riguardanti rimesse e microfinanza, capacity building di associazioni migranti, consumo etnico e commercializzazione. Le ricerche tematiche sono state curate dal CeSPI.

"Il migrante marocchino come agente di sviluppo e di innovazione nelle comunità di origine" a cura di AMERM, EL SUR, PUNTO.SUD, COOPI. Interessante studio, parte di un progetto di co-sviluppo co-finanziato dall'UE, che mette in evidenza la complementarietà tra politiche migratorie e politiche di cooperazione.

"Migranti e co-sviluppo nella cooperazione decentrata italiana con il sud-est Europa" raccolta di materiali attinenti il Primo Forum del progetto Balcanicooperazioone tenutosi a Bologna il 30 settembre 2005.

"Le diaspore africane tra due continenti Indagine sulle percezioni e gli atteggiamenti delle elite africane in Italia in merito allo sviluppo dell’Africa" di Sebastiano CESCHI, Anna FERRO, Petra MEZZETTI, Flaminia VOLA, Andrea STOCCHIERO; CeSPI Working Paper 38/2008. Lo studio è focalizzato sui migranti subsahariani cercando di capire da un lato attorno a quali elementi si struttura l'impegno di questi verso le proprie origini e le dinamiche dell'associazionismo che ne conseguono, dall'altro si indagano le percezioni personali nei migranti rispetto alle issues dello sviluppo e delle pratiche di cooperazione.

"Stati africani e migrazioni La sfida dell'institution building. Ricerca-azione sulle politiche di alcuni Stati africani verso la diaspora" di Lorenzo COSLOVI, Angela ZARRO, Ferruccio PASTORE; CeSPI Working Paper 39/2008. Viene esaminato il ruolo strategico della diaspore per lo sviluppo degli stati africani di origine. Vengono affrontati i casi di studio di Egitto e Senegal.

"La cooperazione della diaspora egiziana con la madrepatria: transnazionalismo e catene migratorie fra contesti locali" di Sebastiano CESCHI, Lorenzo COSLOVI, Maria MORA, Andrea STOCCHIERO; CeSPI Working Paper 15/2005.

"Immigrazione e processi di internalizzazione dei sistemi produttivi locali italiani", a cura di Andrea STOCCHIERO, CeSPI Working Paper 9/2000. Il paper descrivere il carattere glocale delle imprese italiane mettendolo in relazione con il carattere transnazionale della migrazione. Vengono studiati i casi specifici di Ragusa, Pisa e Veneto.

Buone pratiche

Migration4Development: comunità di pratiche per gli attori e le organizzazioni impegnati nella tematica Migrazione e Sviluppo. L'iniziativa è promossa dall'Unione Europea e dalle Nazioni Unite.

OIM - Migrazioni e sviluppo: presentazione della stategia lanciata in Italia dall'Organizzazione Inernazionale delle Migrazioni e dei progetti al riguardo attualmente in corso MIDA, MIGRESSOURCES, WMIDA, DIAS de Cabo Verde.

Tavolo Migranti e Cooperazione Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia: iniziativa sperimentale e innovativa nel panorama italiano che valorizza e potenzia l'esperienza maturata nella regione dalle associazioni di immigrati.

"Sostegno alla promozione di impiego e promozione di impresa nella Provincia di Khourigba - Marocco" progetto di co-sviluppo realizzato da ICS - Istituto per la Cooperazione allo Sviluppo (Alessandria).

"Politiche municipali per il cosviluppo. Esperienza europee a confronto e benchmarking del Bando sul co-sviluppo del Comune di Miano, 2007-2008" di Petra MEZZETTI e Anna FERRO, con la supervisione di Andrea STOCCHIERO, CeSPI Working Papers 49/2008. Attraverso l'analisi dei progetti che hanno concorso al bando vengono esaminate le caratteristiche e le probelmaticità del co-sviluppo. L'esperienza di Milano viene raffrontata a quelle di alcune delle poche città europee che hanno dato vita a simili iniziative: Madrid, Parigi, Rotterdam e Fons Català (fondo di 200 città della Catalogna).

Libri

Co-sviluppo e integrazione. Le associazioni ghanesi in Italia e nel Regno Unito, di Francesco Marini, Milano, Franco Angeli, collana ISMU Iniziative e Studi sulla Multietnicità, 2015, 255 p.

Il paese sotto la pelle. Una storia di migrazione e co-sviluppo tra l'Italia e il Ghana, di Selenia Marabello, Roma, CISU, collana Migrazioni n.4, 2012, 240 p., € 21,90

Il co-sviluppo: teoria, attori e pratiche a confronto, a cura di Francesco Marini, Fondazione Ismu, Capramagra onlus, 2012 , 67 p.

Persone e migrazioni. Integrazione locale e sentieri di co-sviluppo, a cura di Maurizio Ambrosini, Fabio Berti, Franco Angeli, Fondazione Ismu, 2009, 251 p., € 22

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Contatti

"La prima schiavitù è la frontiera. Chi dice frontiera, dice fasciatura.
Cancellate la frontiera, levate il doganiere, togliete il soldato, in altre parole siate liberi.
La pace seguirà." (Victor Hugo)
"Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora io reclamo il diritto di dividere il
mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro.
Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri" (don Lorenzo Milani)